L’elearning può essere un gioco?

Sì.

Sì, nel senso che l’apprendimento, dell’adulto o del bambino, è certamente potenziato e rafforzato dall’esperienza del gioco, su questo (basta una rapida googlata) direi che non ci sono dubbi.

Naturalmente, la risposta vera è che dipende da come il gioco, la sfida, il serious game.. vengono inseriti all’interno del processo di apprendimento. Se c’è solo coinvolgimento e divertimento, ma non c’è nessun legame con l’aspetto formativo, il gioco è bello ma…. fine a se stesso.

Sul tema dei giochi e del coinvolgimento, qualcosa l’abbiamo già scritto qui, qui, qui e qui.

Ecco qualche altra segnalazione in materia:

  • l’articolo sulle tendenze 2012 che abbiamo già citato
  • e questo, più specifico, di Intranet Management (anche se parla di gamification in generale, con solo un cenno all’elearning).

Insomma: è una tendenza, su questo non c’è dubbio.

Per ora, gli esempi concreti migliori che abbiamo visto sono quelli dei simulatori di realtà di Dms. Ma questo approccio (che sia fatto con stile cinematografico come fa Dms, o stile videogioco come fanno altri nel settore) non può essere l’unico modo di approcciare il tema del gioco, anche perché queste soluzioni sono molto costose e hanno tempi medio lunghi.

Soluzioni più economiche e ugualmente gratificanti possono essere:

  • utilizzare le classifiche e i punteggi (l’ultima versione di Docebo ha una tipologia di contenuto che si chiama “competition”) per stimolare l’aspetto ludico e competitivo
  • far comparire una coccarda, un banner nel profilo di un utente che ha ottenuto ad esempio un certo punteggio in un corso (ha senso se c’è una community in cui gli utenti interagiscono e possono sfoggiare il loro distintivo)
  • condizionare l’accesso a contenuti riservati, o aggiuntivi, a chi ha completato una certa sezione o raggiunto un certo punteggio

Naturalmente, tutto questo ha senso ed è efficace se si riesce a declinare il contenuto formativo almeno un po’ in termini di gioco o di competizione. Magari smettendo di usare la parola corso, e usando la parola gioco.

Che ne pensate?

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Info Max
E' sempre difficile definirsi, ma ci si può provare: faccio il consulente aziendale e il formatore dal 96. Mi occupo soprattutto di e-learning: assieme ad Alberto Pastorelli in Elearnit, lavoro soprattutto per grandi imprese o società di consulenza. Mi occupo anche di marketing e di progetti d'impresa e in questi ambiti ne ho viste (e fatte) ormai molte, con aziende piccole, grandi o anche solo immaginate (gli aspiranti imprenditori).

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