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Modello Power Point e Tutorial
Anche oggi ospitiamo la traduzione di un post di Tom Kuhlmann di Articulate. Il post originale è qui.
PowerPoint è una parte importante del mondo elearning. Se volete costruire dei buoni corsi, dovreste davvero imparare bene a usare PP e le sue molteplici funzioni.
La sfida per molti sviluppatori di contenuti è che avete un tempo limitato per apprenderle, perché visto che si parla di rapid elearning, ci si aspetta che il lavoro sia fatto rapidamente.
Un buon modo per imparare Power Point e per migliorare i vostri corsi è quello di guardare a siti, immagini, animazioni Flash che vi ispirano e cercare di replicarli. Il processo di replicare il lavoro vi insegna nuove tecniche che poi avrete per il resto della vostra carriera nel rapid elearning.
s an important part of the rapid elearning world. If you want to build good elearning courses, you really have to learn to use PowerPoint and it’s many features.
Tom cerca regolarmente sul Web animazioni flash o siti interessanti e quando ne trova uno cerca di replicarlo in power point. A volte ci riesce, a volte no. Non sempre importa, il vero valore risiede nel processo di provarci: è dove avviene l’apprendimento.
Oggi vi mostrerò come creare un template elearning per Power Point. Useremo uno screenshot come punto di partenza, ma il punto non è copiare l’immagine. Si tratte del processo che avviene mentre lo copiate. L’idea è di accrescere le vostre competenze di visual design, imparare alcune tecniche e poi imparare come costruirle in PP. Il processo di produzione vi aiuta a diventare più efficienti e veloci mentre costruite i corsi.
Screenshot originale
Ecco il nostro screenshot di partenza. E’ preso dal sito del browser Flock . Mi piaceva il blu. Mi piaceva inoltre la transizione dal chiaro allo scuro nello sfondo. Da profondità all’immagine e aiuta la parte principale dello schermo a venir fuori. Mi piace anche il tono di arancione: è un bel modo di attrarre l’attenzione sui punti chiave.

Template PowerPoint
Eco la versione PowerPoint del design di Flock. Come vedete, non è un duplicato esatto. Ho portato dentro gli elementi che mi piacevano, soprattutto i colori. Inoltre, avevo due obiettivi principali: volevo costruirlo tutto in PP e mantenerlo semplice per poterlo fare velocemente.


Quando costruisco template per corsi elearning, di solito costruisco le variazioni sullo schermo. Ciò che voglio sono alcune varianti del look & feel generale, così da poter accogliere vari tipi di contenuti. Per esempio, userei la prima immagine per una schermata titolo o sezione. Tuttavia, l’ultima immagine potrebbe essere ciò che uso come schermo quando inserisco un multimediale come un video o un file Flash.
Per questa demo, ho costruito tutto dentro al file ppt. Tuttavia, la cosa migliore per voi potrebbe essere di salvare come modello (.pot)
Ho messo insieme una demo che mostra come l’ho costruito e ho anche allegato i file e creato alcune immagini degli oggetti power point.
Cliccate qui per vedere il tutorial (30 min).
Ecco gli argomenti del tutorial:
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Analizza il visual design e individua quello che ti piace e perché
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Costruisci le grafiche del template in PP
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Salva quello che hai costruito come immagini
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Crea alcune varianti del design, a seconda dei bisogni che avrai
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Costruisci box e rettangoli di colori diversi
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Condividi con gli altri, e loro condivideranno con te…. si spera.
Ecco un link per scaricare i file di Tom. La cartella contiene i file .ppt e .pptx e alcuni file di immagini.
Ecco altri post per costruire dei template:
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Tags: authoring, creazione corsi, e-learning, rapid e-learning
Ecco alcune idee per il look dei vostri nuovi corsi e-learning.
Traduco – e adatto – qui uno dei soliti eccellenti post di Tom Kuhlmann di Articulate. In questo caso si tratta di 3 idee per i prossimi corsi e-learning.
Copertina di rivista
Fateci caso: le copertine delle riviste (maschili o femminili) sono spesso un ottimo strumento per attrarre l’attenzione (“10 modi per farla impazzire”, i “20 segreti per avere successo” eccetera). Visto che funzionano così bene, perché non prendere spunto dalle riviste e creare il vostro corso in modo che il look & feel vi assomigli?

Dividi il tuo contenuto in “spezzoni” e disegna il tuo corso in modo che assomigli a una copertina di rivista con titoli seducenti, in modo da attrarre l’utente a cliccarvi sopra per fruire di quel pezzo di informazione.
Trova la cura
C’è sempre un elemento che ha a che fare con la misurazione della performance in un vostro corso. Altrimenti, perché fare un corso? O stai condividendo informazioni per mantenere informati gli utenti, oppure stai insegnando una competenza per eseguire meglio il lavoro. La maggior parte delle volte, il corso segue un processo molto lineare dove tutto è presentato nello stesso modo e noi accompagnamo l’utente nel contenuto dalla A alla Z.

Modifica le cose, cambiale, stravolgi il corso. Inizia come se il protagonista del corso fosse malato e inviato al pronto soccorso: l’obiettivo dello studente è di diagnosticare il problema e di trovare una cura. Questo potrebbe essere un modo divertente di presentare l’argomento del corso.
Focus Group
Troppo spesso in un corso elearning tutto appare come una presentazione unilaterale, il che non permette di gestire correttamente le obiezioni. Questo è vero soprattutto per l’apprendimento sulle competenze soft, dove gli utenti normalmente hanno un sacco di obiezioni da fare sul perché l’approccio suggerito non funzionerà. Perché allora non creare un corso che assomigli a una finta discussione con degli esperti? Puoi usare gli esperti per condividere il contenuto del tuo corso e trattare obiezioni o potenziali problemi. Oppure puoi farlo sembrare un talk show di attualità.

Crea un moderatore e alcuni personaggi. Il contenuto avanza man mano che il moderatore pone delle domande e viene condiviso tramite i personaggi che dibattono sull’argomento.
Uno dei personaggi potrebbe essere un “disturbatore matto” che irrompe nella conversazioni con delle provocazioni. E’ un buno modo di trattare con le obiezioni che gli studenti possono avere verso alcune informazioni. Se avete tempo, potreste usare dei brevi video clip anziché foto.
Come bonus, altri tre post di Tom collegati a questo argomento.
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Tags: authoring, creazione corsi, e-learning
5 errori di design comuni
Quali sono i principali errori di Design in un corso E-learning? Scopriamolo in questa traduzione dall’Articulate Blog.
Articolo originale – Articulate Blog di Tom Kuhlmann
1. Non considerare l’impatto del visual design
Un buon elearning design dipende tanto dalla comunicazione visiva quanto dall’instructional design e dalla teoria dell’apprendimento.
Nella produzione video – ad esempio – ogni fotogramma significa qualcosa. Lo stesso vale con lo schermo del PC. Creare significa costruire uno schermo e aggiungere contenuto: ogni cosa che aggiungi si porta dietro un messaggio, che sia tua intenzione o no.
La Apple, per fare un esempio, oltre a fare buoni prodotti racconta anche una storia, c’è sempre un messaggio coerente tra i prodotti che vendono e il modo nel quale li “impacchettano” visivamente, e tutto ciò aggiunge qualcosa all’esperienza del cliente Apple.
Allo stesso modo, il tuo corso è una storia. Il contenuto e la struttura ne sono parte. Ma metti nel design visuale lo stesso impegno di Apple nel rinforzare il messaggio chiave e le emozioni?

Non si tratta solo di far sembrare bello lo schermo. Il design visivo definisce il tono dell’intero corso. Non dovrebbe accadere per caso. Ogni cosa sullo schermo comunica qualcosa, devi fare in modo che comunichi quello che vuoi.
2. Mancanza di unità
Il tuo corso ha un’idea centrale o un obiettivo e il visual design dovrebbe esserne costruito attorno ad essi. Inoltre, la posizione in cui metti gli elementi sullo schermo dovrebbe essere costante e coerente, oltre che collegata. Vuoi che l’utente riconosca quella posizione e si aspetti dove apparirà la nuova informazione. Ciò da al tutto un senso di ordine e continuità. Il design dovrebbe completare l’esperienza di apprendimento, non competere con essa.
Molti web designer usano una struttura a griglia per mappare il design della pagina. E’ un buon sistema per pianificare come posizionare i contenuti. E anche per il design di corsi in rapid elearning, è una buona idea usare una griglia per disegnare il tuo modello power point e il layout dello schermo. E mantenere unità. Ecco una presentazione sulle griglie e su come usarle. E’ relativa più che altro al web design, ma molti principi vanno bene anche per l’elearning.
3. Grafiche diverse e incoerenti.
Le grafiche che usiamo nel corso devono sembrare (e magari essere) di una stessa “serie”. Cioé non dare l’impressione di essere raccogliticce e dai colori, forme e feeling incoerenti.
La prima regola per usare la grafica è che non deve essere solo decorativa. Dovrebbe contribuire al contenuto sullo schermo. Ciò include l’esperienza di apprendimento, così come il Look & Feel del corso. Ancora una volta, non tutto ha a che fare con il contenuto dell’apprendimento. C’è anche una considerazione estetica che è parte della comunicazione visiva.

La seconda regola è di usare grafiche che “vanno” assieme, per ricollegarci al punto precedente relativo all’unità. Inoltre, in questo modo si da un senso di maggiore professionalità: si vuole che le proprie grafiche sembrino stare bene assieme e siano parte di un tutto.
Anche se usate le clip art, potete comunque trovare immagini di uno stile simile e modificarle in modo che stiano bene assieme. Ecco un altro ottimo post di Tom su questo tema: creating your own custom characters out of clip art.
4. Uso confuso del contrasto
Il contrasto è uno degli elementi più critici nella comunicazione visiva. Devi guidare l’attenzione dello studente e il contrasto ti aiuta a farlo perché mette in evidenza le differenze. Le persone sono naturalmente attratte dal contrasto.
Ci sono un sacco di modi per aggiungere contrasto alle vostre immagini. Potete cambiare la dimensione o la forma degli elementi, giocare coi colori o la posizione degli oggetti. Quali font usate? Come usare la loro dimensione e colore per portare contrasto?
Andrew Houle di My Ink Blog ha un buon esempio di contrasto. Cosa notate prima in questo sito? Molto probabilmente è la stella nera sulla scatola. Qui è stato creato un punto focale molto chiaro usando una grande immagine e pochi colori. Notate anche il modo col quale sono stati usati i font. Questo sistema potrebbe andare benissimo anche per una slide di un corso.
Ecco un paio di post con consigli di design e And here’s consigli sul contrasto.

5. Cattivo uso dei Font
Tutti avranno visto corsi o presentazioni con magari 20 font diversi. Grosso errore.
Inoltre i font dovrebbero inserirsi bene nel tema e design generale del tuo corso. Se il corso è “tradizionale” o molto serio, Comic Sans non va bene. D’altra parte, se vuoi dare un tono informale, Times New Roman non fa per te.
Fonts also should fit into the overall theme and design of your course. If you’re doing a traditional or serious course, Comic Sans probably isn’t your best bet. At the same time, if you want to set an informal tone, you’ll probably stay away from something like New Times Roman (unless you’re a financial analyst).
Dai un’occhiata a questo video di Font Conference
Per finire, ecco un po’ di link a libri o altri articoli sul design
The Non-Designer’s Design & Type
Design Workshop
Slideology.
What Steve Jobs Can Teach You About Designing E-Learning
Warning: Using the Wrong Images Can Confuse Your Learners
3 Graphic Design Principles for Instructional Design Success
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Tags: authoring, creazione corsi, rapid e-learning
Ho trovato questa interessante Discussione su Linked In, su quali sono gli errori più comuni in cui le aziende incorrono nei loro progetti di e-learning.
Eccone una selezione: Continue reading ‘E-learning: quali sono gli errori più comuni?’
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Tags: caso-concreto, e-learning
Una delle prime problematiche che affrontiamo quando iniziamo a lavorare con una nuova azienda per l’implementazione di progetti elearning è quella della vendita e promozione interna del progetto. Vi raccontiamo un po’ cosa abbiamo imparato dalle nostre esperienze…
Continue reading ‘Portare l’e-learning in azienda: chi ben comincia…’
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Tags: condizioni-di-successo
Dove vanno gli LMS?
Segnalo questa interessante Discussione su Linked In, iniziata da Naveen Kumar. Il tema è “dove saranno gli LMS (le piattaforme di e-learning) tra 2 anni?”. Vi riassumo i principali commenti e le principali risposte: come sempre nel gruppo “Elearning Guild” gli intervenuti sono tutti americani (o indiani, sempre di più) ma penso che ci diano un’indicazione molto chiara di quali sono le tendenze in mercati più maturi del nostro. Eccovi una selezione di risposte:
- continuiamo a sentire che la gente vuole un LMS che funzioni (questo è abbastanza significativo…
) e che gli enormi, costosi LMS commerciali tendono a non funzionare. Inoltre, troppi mettono il sistema davanti ai contenuti e poi non capiscono perché i loro dipendenti non imparano nulla. - penso che le imprese si sposteranno da sistemi enormi che fanno tutto (e sono molto complessi e costosi) verso sistemi più piccoli che eseguono pochi compiti e li fanno bene.
- il nuovo LMS deve contenere le caratteristiche di successo dei sistemi di blog e social network. Dovrebbe dare ai dipendenti il potere di utilizzare non solo le risorse interne e gli esperti ma anche quelle di gruppi professionali e quelle al di fuori delle imprese stesse, e incoraggiare la pubblicazione di oggetti didattici informali ma rilevanti.
- Il nuovo LMS dovrebbe consentire l’uso di contenuti informali ricercabili, editabili, linkabili per e-mail, commentabili ecc. ecc. , con la possibilità di alert automatici che mi avvisino della presenza di commenti e reazioni a un nuovo contenuto.
- dobbiamo avere un sistema che redistribuisca il contenuto in modo che diventi “virale”, cioé che siano i dipendenti stessi a far “girare” i contenuti.
- così come anni fa la moda era avere un “Training Center” e tutti spendevano grandi risorse in questo (senza preoccuparsi del piano di formazione e dei contenuti), oggi molti investono grandi risorse in un LMS. Ma anche questo non serve a nulla se non c’è un buon programma di formazione e buoni contenuti. Si dovrebbe prima investire in quello.
- Gli LMS si disaggregheranno in applicazioni multiple, più piccole e ci sarà un’integrazione più stretta con altri sistemi aziendali (risorse umane, gestione documentale..): questo lo si vede già nelle linee guida del futuro standard SCORM 2 (https://www.letsi.org/scorm2)
Direi che – neanche a farlo apposta – sono in larga parte i concetti su cui anche noi di elearnit stiamo cercando da sempre di orientare il dibattito. Le parole chiave dunque sono: rimettiamo il contenuto davanti al sistema; integrazione e interoperabilità; apertura alle funzioni “social”; LMS “leggeri”; LMS ….che funzionano.
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Tags: e-learning, LMS
LifeLike Care
Segnaliamo questo intervento di Amanda Ronzoni sul Blog di DMS: un video sul Paziente Virtuale Interattivo, a disposizione sul canale YouTube di DMS.
DMS ha messo a disposizione un trailer e una video-intervista che mostrano le potenzialità di LIFELIKE CARE® come strumento di educazione medica avanzato.
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Tags: coinvolgimento, contenuti, video
Avvertenza: post lungo.
Prendo spunto da un post che ho letto su Learning Visions. Cammy Bean, pur americana, lavora per Kineo (UK)*: insomma, lei parla del mercato americano e inglese. Un sistema LMS a basso costo, secondo la ricerca citata da Cammy, parte da 58.000 dollari. Continue reading ‘E-learning open source per le aziende?’
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Tags: grande-impresa, integrazione, LMS, open source
From_clueless_to_confident
Segnaliamo questo interessante post metodologico di Cathy Moore su come creare i vostri corsi e fare in modo che gli utenti stessi – durante la fruizione – passino da “non ne ho idea” a “ok, so che posso fare da solo”. http://blog.cathy-moore.com/2009/05/four-ways-to-move-your-learners-from-clueless-to-confident
La Moore – come sempre – ci raccomanda di far lavorare i nostri corsisti tramite la sperimentazione e la scoperta progressiva. Questi sono i punti metodologici principali evidenziati nel post:
1. Lasciate che gli utenti lo scoprano da soli
Spesso diciamo ai nostri corsisti tutto quello che devono sapere e poi verifichiamo il loro apprendimento.
“Ecco il modo corretto di presentare il nostro prodotto” E poi “ora rispondi a queste domande”. Potremmo invece mettere i nostri utenti in uno scenario realistico dove un venditore esperto ci da’ qualche consiglio e poi ci ritroviamo a una scrivania con un potenziale cliente. Uno scenario “ad albero” ci può permettere di provare vari approcci e se usiamo il feedback possiamo capire se abbiamo fatto la scelta corretta e ricevere ulteriori consigli.
2. Lasciate che rischino di sbagliare.
Senza il rischio di sbagliare, il successo non significa molto. E i nostri errori sono insegnanti che ricordiamo sempre.
Uno scenario realistico lascia che gli utenti commettano errori. Ovviamente, non dobbiamo frustrarli o scoraggiarli rendendo la cosa così difficile che si sbaglia sempre o quasi.

3. Per aiutare, mostra – non spiegare
Sempre per restare nell’esempio di prima: se il nostro utente sceglie la risposta sbagliata, il feedback potrebbe essere un esperto che – in un flashback – mostra come ha evitato lo stesso errore.
4. Date agli utenti aiuti tratti dal mondo reale
Se gli aiuti (feedback, help, consigli ecc.) sono realistici, uguali a quelli che il nostro utente utilizza nel mondo reale, sicuramente il loro impatto sarà maggiore: mettete a disposizione il vero manuale, la vera procedura, la vera busta paga, il vero file excel…..
Non servono per forza software sofisticati
Questi tipi di scenari possono essere prodotti con foto e con uno strumento di produzione rapida. Ovviamente serve più tempo per progettare questo tipo di materiale. Come possiamo convincere i clienti a darci il tempo che serve?
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Tags: coinvolgimento, creazione corsi, e-learning, learning object, rapid e-learning
“Beh, quando si producono contenuti per l’e-learning è obbligatorio avere un commento professionale. Se non uno speaker-attore, almeno un buon programma di sintesi vocale (text to speech, TTS)”.
Sicuri? Learning Visions, in questo interessante post, ci dice che forse non è così. Audio in eLearning: When Rough Around the Edges is Better. In pratica, gli utenti di un corso realizzato in due versioni (una con speaker professionisti e una con l’esperto di contenuti che ha registrato il suo commento) hanno gradito di più quella “artigianale” fatta dall’esperto.
Continue reading ‘audio nell’e-learning: quando fatto in casa è meglio’
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Tags: creazione corsi, learning object, rapid e-learning


