Elearning: scenario, scelta della piattaforma, gestione, implicazioni


Quali sono le scelte da compiere nell’affrontare un progetto e-learning?

Qual è lo scenario? Come scegliere la piattaforma elearning (e a cosa serve)? Meglio comprare contenuti a catalogo o farseli da soli? E come gestire l’hosting?  Leggi il resto dell’articolo

Scenari, interattività, storytelling nell’elearning


Oggi è un po’ il momento della rassegna stampa…

Vi segnalo 3 interessanti post tratti da alcuni dei blog che seguo. Il filo conduttore è sempre quello dell’interattività o comunque dell’utilizzo di tecniche un po’ più sofisticate rispetto allo sfoglislide.

Interettività funzionale nel caso delle interazioni vere e proprie, interattività “logica” nel caso degli scenari, utilizzo di strumenti “evocativi” nel caso dello storytelling.  Leggi il resto dell’articolo

I protagonisti dell’elearning: Il tutor


Nell’ambito dell’elearning il ruolo del tutor è estremamente importante oltre che peculiare. Purtroppo però, ancor oggi, si tende riduttivamente a considerarlo una figura alternativa al docente tradizionale o addirittura si pianificano percorsi formativi che non prevedono la sua presenza.

Ma chi è il tutor? Quali ruoli ricopre? Quali sono le sue competenze e gli obiettivi che si prefigge? Leggi il resto dell’articolo

I trend dell’elearning, un mix tra passato e futuro


Leggendo con estrema curiosità diversi articoli sui trend per il futuro dell’elearning e prestando attenzione alle varie interviste rivolte ai guru dell’elearning, ultima tra le tante l’interessante contributo di Cammy Bean, vice presidente progettazione elearning per Kineo USA (ne avevamo già parlato in altri articoli del nostro blog), mi sono fatta un’opinione sulle reali tendenze per il futuro. Leggi il resto dell’articolo

Premiamoci con l’elearning


Navigando sul web mi son imbattuta in un articolo su uno dei nostri primi antenati, il Gorilla!

Nel caso specifico però, non si sta parlando dell’evoluzione del genere umano ma bensì di un nuovo progetto nazionale di elearning per promuovere un’alimentazione equilibrata e per lo sviluppo dell’attività fisica presso i bambini e gli adolescenti.

Il fulcro di questo progetto è costituito da una piattaforma informatica in cui è presente un modulo eLearning, «GORILLA Space».

L’obiettivo del corso consiste nel trasmettere le nozioni indispensabili per mantenere un peso corporeo sano. Gli adolescenti che parteciperanno al progetto Gorilla, alla fine di ogni sezione tematica devono risolvere un test.

Con le risposte accumulano dei punti e possono ottenere dei premi.

Il tema trattato e l’utilità del progetto sono indubbiamente interessanti ma quel che ha attirato la mia attenzione sono le strategie motivazionali che  utilizzate: molte di queste logiche – a mio parere – dovrebbero essere adottate anche nei progetti elearning erogati in azienda.

Progettare e organizzare un corso che preveda una classifica tra i partecipanti e la donazione di  premi a seconda dei risultati ottenuti, incrementa la motivazione dei discenti e aumenta la percentuale dei partecipanti che completano il corso.

Come sappiamo, infatti, uno dei problemi di cui continua a soffrire l’e-learning è l’alto tasso di demotivazione e di abbandono da parte degli utenti per cui, una volta avviato il corso, è fondamentale utilizzare tutte le strategie che permettano di mantenere alta la motivazione e l’impegno da dedicare al progetto.

La presenza di una classifica e la possibilità di un premio consistono in veri e propri rinforzi positivi per chi apprende e appartengono a quell’insieme dei principali fattori strategici che vengono utilizzati per mantenere costante la motivazione.

Vi sono aziende che adottano una strategia premiante come ad esempio CTS con l’iniziativa Web We Can che offriva la possibilità di vincere un iPad ma, secondo la mia esperienza, purtroppo, non sono tante le aziende che attualmente seguono l’esempio di progetti come CTS o Gorilla, pur prestando la massima attenzione ad altri fattori come il supporto dato dai tutor o l’utilizzo di strumenti di interazione e comunicazione.

Ad essere sinceri, il progetto Gorilla ed in particolar modo l’argomento trattato, mi ha fatto venire in mente anche altre considerazioni che sarebbe opportuno che le diverse aziende che si occupano in Italia di diete e alimentazione equilibrata prendessero esempio dal “Gorilla” e mettessero a disposizione della propria clientela dei corsi in merito all’alimentazione ma di questo parlerò in un prossimo articolo.

Scenari di formazione: gli attori in un progetto e-learning


Quando si parla di metodologie e-learning è spesso difficile capirsi anche tra operatori del settore. Contesti di formazione diversi possono avere regole e condizioni differenti, determinate prima di tutto da chi sono gli attori coinvolti nell’intervento: per progettare un intervento in elearning efficace, e per valutarne i risultati a posteriori, il primo passo quindi è capire quali siano le aspettative di chi vi prende parte. Dove gli attori cambiano, è molto probabile che cambino anche aspettative, criteri di progettazione, metodologie di gestione, parametri di valutazione del progettto.

Allora possiamo pensare a un modo per capire i “contesti” o “scenari” di un progetto elearning, e ipotizzare metodi e approcci per analizzare prima di tutto il “chi“: Chi ha interesse a far funzionare un progetto di elearning? Chi sono gli stakeholders reali di un progetto di formazione?

 

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Come scegliere una piattaforma elearning LMS


La domanda è quasi retorica, nel senso che per rispondere prima bisognerebbe capire quali sono le esigenze…

In ogni caso, c’è una interessantissima discussione qui (http://community.articulate.com/forums/p/6851/45065.aspx - anche se come inevitabile è un po’ dispersiva).

Noi l’abbiamo seguita fin da quando è iniziata e il succo ci pare essere: Leggi il resto dell’articolo

Come usare bene l’aula virtuale (e in modo sensato)


Molto interessante questa esperienza condivisa da Luisa Carrada sul suo blog “Il mestiere di scrivere” (detto per inciso, per quanto mi riguarda IL punto di riferimento su queste cose). Leggi il resto dell’articolo

10 modi per proteggersi da problemi coi clienti…


Segnalo questa interessante lista di The Elearning Coach. In realtà, molte se non tutte queste regole si possono applicare a qualunque progetto, dal progetto di un sito web a un progetto qualunque. Leggi il resto dell’articolo

Non ci sono più le community di una volta…


Uno degli errori che con maggiore frequenza si tende a commettere nella gestione di percorsi formativi on line consiste nel lasciare il discente alla propria individualità.  Solitamente si presta particolare attenzione agli aspetti tecnologici della piattaforma, alle funzionalità che la caratterizzano, alle comunicazioni ai singoli discenti che dovranno accedervi, fattori che io stessa ritengo fondamentali ma spesso si tralascia l’importanza della cosidetta “community” nostante rappresenti un fattore in grado di potenziare l’intera attività di formazione, arricchendola di un notevole valore aggiunto.
Nella mia esperienza ho sempre cercato di evidenziare ai clienti quanto possa essere utile l’apprendimento collaborativo nella formazione in rete e non di rado i risultati sono stati più che soddisfacenti.

È inutile infatti negare che in piattaforma si sconta l’assenza di determinati fattori, quale il contatto diretto con altri discenti o con il docente; proprio per questo, l’apprendimento collaborativo costituisce una reale opportunità di dare vita ad una didattica più efficace, in cui prevalga una costruzione critica e argomentata del sapere al posto di una recezione isolata e passiva delle informazioni. Evidenti sono i vantaggi di un simile approccio collaborativo: si riduce la difficoltà di apprendimento, si aiuta a comunicare meglio, mettendo a confronto le diverse idee, e di conseguenza si favorisce la condivisione delle opinioni, anche quando queste riguardino specifiche, e sempre possibili, difficoltà o problematiche.

Nei primi anni della mia attività di consulenza, notavo con piacere che che all’interno della progettazione dei percorsi formativi veniva attribuito un sufficiente spazio a strumenti quali chat, forum e aula virtuale. La presenza di questi strumenti consentiva, con grandi benefici, la possibilità di alternare ed integrare momenti di apprendimento individuale con sessioni di apprendimento collaborativo Un semplice forum, ad esempio, rappresentava lo strumento didattico in cui il discente aveva la possibilità di leggere le opinioni altrui ed esprimere le proprie, consultare i quesiti posti dagli altri discenti e riportare i propri, condividere la propria esperienza e, perché no, giocare anche il ruolo di esperto. Inoltre, quanto scritto sul forum rimaneva consultabile nel tempo e permetteva un ripasso continuo di materiale didattico creato dagli stessi discenti.

Mi sembra di capire che le cose siano cambiate…

L’attenzione verso gli aspetti informatici è rimasta consistente ed è anzi aumentata, anche grazie agli sviluppi che dal punto di vista tecnologico consentono di realizzare piattaforme sempre più vicine alle esigenze del discente.

Ma l’attenzione nei confronti della community è ancora presente? Il forum, le chat, le aule virtuali, le potenzialità del tanto menzionato “web 2.0” vengono realmente sfruttate nella formazione on line? Viviamo indubbiamente in un periodo in cui l’avvento dei social network favoriscono la condivisione dei propri pensieri e del proprio sapere a volte anche a scapito della realtà materiale e concreta che ci circonda. Può addirittura capitare che la comunicazione tra gli individui e i rapporti di amicizia siano perlopiù caratterizzati da scambi di foto, video e sms, o che le informazioni che si danno in un profilo, o il numero di post inseriti nella propria bacheca, contino più della personalità o del carattere di una persona.

Se tutto questo è vero, pongo una domanda: è realmente possibile che nella formazione on line non vengano pienamente sfruttati gli aspetti positivi che solo le community possono assicurare?

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