Tutti o quasi gli strumenti di produzione elearning – commentati!


Mappa mentale di Cammy Bean (di Kineo).

La mappa (collaborativa: se volete, potete anche modificarla!) non è facilissima da leggere ma senz’altro ha alcuni pregi:

  1. è piuttosto completa (e comprende una serie di SW magari più utilizzati negli USA o in GB, almeno che io sappia)
  2. contiene una serie di commenti “pane al pane”, fatti da qualcuno che usa davvero questi strumenti, del tipo:
    • quando lo uso
    • cosa mi piace
    • cosa non mi piace

10 consigli per usare le tabelle nel vostro corso e-learning


Segnaliamo il nuovo post di Tom Kuhlmann del blog di Articulate, che – come sempre – ci fornisce consigli molto pratici.

In questo caso l’argomento è l’utilizzo delle tabelle all’interno di un corso e-learning.

L’articolo ci suggerisce 10 consigli pratici, dall’approccio “senza fronzoli” a quello dell’immagine guidata o del media tour, dal “disvelamento progressivo” alle annotazioni alle tabelle html dinamiche.  L’articolo è qui.

Come sempre, l’articolo ha il grandissimo pregio di illustrare tecniche – peraltro ben conosciute a tutti gli utilizzatori di Articulate Presenter e Engage, spesso già illustrate in post precedenti – applicandole magistralmente a un esempio concreto.

La visualizzazione di informazioni in forma tabellare è una delle sfide più ostiche del cosiddetto “instructional design” (in parole povere: come rappresentare visivamente dei contenuti in modo che siano comprensibili? E in modo che la fruizione dei contenuti ne consenta l’apprendimento).

Rappresentare una tabella utilizzando creativamente le tecniche di visualizzazione suggerite dall’articolo può consentirvi di trasformare un contenuto noioso o non particolarmente illuminante in qualcosa di più coinvolgente.

Già che ci sono, integro l’articolo con qualche contenuto sul tema della data visualization:

http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2007/08/how-to-make-a-p.html

http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2008/07/the-three-laws.html

http://www.excelcharts.com/blog/the-inner-beauty-of-business-charts/

http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2009/07/how-to-make-graphs-that-work.html

http://www.presentationzen.com/presentationzen/2007/06/one-secret-to-a.html

http://www.excelcharts.com/blog/misconceptions-charts-graphs/

Composica: nuovo tool per la creazione di corsi


In una discussione su Linked In (nel gruppo della Elearning Guild) ho trovato un riferimento a Composica, un tool che non conoscevo.

Per un approfondimento vi rimando al loro sito:

Composica costa 150 dollari al mesa, o 1475 all’anno o 2950 in perpetuo (per ogni utente).

Detto questo (e precisato che questa non è una pubblicità, non vendo questo software e nemmeno l’ho mai usato), mi interessava qualche riflessione sulle sue caratteristiche:

Composica è web-based, collaborativo, aperto ai serious games e ai social network (oltre ad avere tutte le altre caratteristiche dei classici tool per l’e-learning). Mi sembrano tutte caratteristiche interessanti e che, una volta di più, ci dicono la direzione che sta prendendo questo settore. Non sono un grande fan degli strumenti web-based, rispetto a quelli “desktop” ma è ovvio che se si vuole lavorare in team nel contesto di oggi (team di sviluppo geograficamente lontani, necessità di interagire tra cliente e sviluppatore, cloud-computing…) è una direzione obbligata. In ogni caso, è possibile per le grandi imprese avere una soluzione installata (immagino sul web server aziendale).

Interessante la possibilità di taggare-valutare-commentare da parte degli utenti, così come quella di incorporare blog all’interno dei corsi e incorporare widget-youtube-social media eccetera. Non ho ancora visto in ambito aziendale esempi pratici di apprendimento “social”, ma non ho dubbi che quella del coinvolgimento sia una delle questioni fondamentali per salvare gli utenti dai contenuti noiosi e per consentire un apprendimento migliore.

Altre caratteristiche interessanti sono la possibilità di adattare dinamicamente le domande al singolo utente, così come le innumerevoli possibilità di personalizzazione che il tool offre.

Non sono così sicuro che la curva di apprendimento sia di 2-3 giorni (e 14 giorni per diventare un power user) come Composica promette, ma senz’altro è un tool da provare!

Elearning brothers


Idea piuttosto interessante, sarebbe da copiare anche per l’Italia, e soprattutto estetica “seventies” molto cool: sono gli Elearning Brothers, una coppia di fratelli specializzati nella costruzione di corsi in rapid elearning basati sullo storyboard e i contenuti del cliente.

Questo sito è anche un blog, ricco di articoli interessanti sullo sviluppo di corsi elearning. L’altro loro sito, anche questo interessante come idea, è un sito che vende templates (e “semilavorati” di quiz, giochi, animazioni flash….eccetera) su cui il cliente può inserire i propri contenuti.

Ovviamente, tutti i semilavorati dei fratelli sono progettati per funzionare con Articulate, Captivate, Power Point, Adobe Presenter eccetera).

Screencasting gratis


In tutte le nostre recensioni e descrizioni abbiamo sempre detto che l’unica cosa che mancava alla validissima suite di creazione di contenuti per il rapid elearning Articulate era la funzionalità di Screencasting (registrazione video della propria attività sul PC). Bene, eccola! Non si tratta di un nuovo applicativo che si aggiunge a Articulate Studio, ma di uno strumento online.  E gratis. Si tratta di  Screenr : uno strumento online che consente di creare screencast senza installare alcun software. Come di consueto, questo articolo traduce quello originale di Tom Kuhlmann

screenr_logo Leggi il resto dell’articolo

From_clueless_to_confident


Segnaliamo questo interessante post metodologico di Cathy Moore su come creare i vostri corsi e fare in modo che gli utenti stessi – durante la fruizione – passino da “non ne ho idea” a “ok, so che posso fare da solo”. http://blog.cathy-moore.com/2009/05/four-ways-to-move-your-learners-from-clueless-to-confident

La Moore – come sempre – ci raccomanda di far lavorare i nostri corsisti tramite la sperimentazione e la scoperta progressiva. Questi sono i punti metodologici principali evidenziati nel post:

1. Lasciate che gli utenti lo scoprano da soli

Spesso diciamo ai nostri corsisti tutto quello che devono sapere e poi verifichiamo il loro apprendimento.
“Ecco il modo corretto di presentare il nostro prodotto” E poi “ora rispondi a queste domande”. Potremmo invece mettere i nostri utenti in uno scenario realistico dove un venditore esperto ci da’ qualche consiglio e poi ci ritroviamo a una scrivania con un potenziale cliente. Uno scenario “ad albero” ci può permettere di provare vari approcci e se usiamo il feedback possiamo capire  se abbiamo fatto la scelta corretta e ricevere ulteriori consigli.

2. Lasciate che rischino di sbagliare.

Senza il rischio di sbagliare, il successo non significa molto. E i nostri errori sono insegnanti che ricordiamo sempre.
Uno scenario realistico lascia che gli utenti commettano errori. Ovviamente, non dobbiamo frustrarli o scoraggiarli rendendo la cosa così difficile che si sbaglia sempre o quasi.

Going from clueless to confident

3. Per aiutare, mostra – non spiegare

Sempre per restare nell’esempio di prima: se il nostro utente sceglie la risposta sbagliata, il feedback potrebbe essere un esperto che – in un flashback – mostra come ha evitato lo stesso errore.

4. Date agli utenti aiuti tratti dal mondo reale

Se gli aiuti (feedback, help, consigli ecc.) sono realistici, uguali a quelli che il nostro utente utilizza nel mondo reale, sicuramente il loro impatto sarà maggiore:  mettete a disposizione il vero manuale, la vera procedura, la vera busta paga, il vero file excel…..

Non servono per forza software sofisticati

Questi tipi di scenari possono essere prodotti con foto e con uno strumento di produzione rapida. Ovviamente serve più tempo per progettare questo tipo di materiale. Come possiamo convincere i clienti a darci il tempo che serve?

audio nell’e-learning: quando fatto in casa è meglio


marketinglinguaggio“Beh, quando si producono contenuti per l’e-learning è obbligatorio avere un commento professionale. Se non uno speaker-attore, almeno un buon programma di sintesi vocale (text to speech, TTS)”.

Sicuri? Learning Visions, in questo interessante post, ci dice che forse non è così. Audio in eLearning: When Rough Around the Edges is Better. In pratica, gli utenti di un corso realizzato in due versioni (una con speaker professionisti e una con l’esperto di contenuti che ha registrato il suo commento) hanno gradito di più quella “artigianale” fatta dall’esperto.

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7 cose da evitare nella produzione di video


Visto che ogni tanto pubblichiamo video tutorial e parliamo dell’importanza di creare video professionali e coinvolgenti, segnalo una breve lista di cose da evitare quando si crea un video.  Diciamo che è soprattutto per chi vuole provare a creare dei video “fai-da-te”, ma è utile per evitare di trascurare dettagli che si possono dimenticare…

http://blog.litmos.com/2009/03/7-things-to-avoid-in-online-training.html

7 consigli sul rapid e-learning – 2) metti le storie nell’E-learning


story_1Abbiamo già parlato di raccontare storie nell’e-learning. Ma come possiamo inventarle? Da dove le prendiamo?

Ecco alcuni consigli pratici! Leggi il resto dell’articolo

Usare YouTube nell’e-learning


Molti usano video tratti da youtube nella produzione di corsi e-learning (o almeno, io lo faccio – se mi serve e trovo il video adatto). Ma come faccio se mi serve solo una porzione del video?

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