Cosa accomuna mio nonno, machiavelli e la passata di pomodoro? Voglio approfondire un concetto introdotto nei post precedenti….

Mio nonno Arturo amava aggiustare le cose: lo potevi trovare sempre intento a inchiodare assi, piegare lamiere, saldare o legare cose, e con il senso del risparmio tipico della sua generazione lo faceva usando quello che aveva in casa, con soluzioni che spesso avevano dell’incredibile (tanto che i miei amici l’avevano soprannominato affettuosamente “Hi-Tech” o “Mac Giver”)

Un giorno, avevo forse 10 o 12 anni, uscii in cortile e ci trovai uno strano accrocchio che comprendeva il motore di una lavatrice e una ruota da bicicletta, collegate in qualche modo con una vecchia camera d’aria (della bicicletta, credo) e quello che suppongo fosse l’albero di trasmissione di una vecchia auto. Insieme, questi pezzi costituivano un’efficiente macchina per fare la passata di pomodoro in quantità quasi industriale (quell’anno l’orticello dietro casa aveva dato buoni frutti, evidentemente)

Questa storia è rimasta famosa nel vicinato e ancora viene raccontata in famiglia, ma qui mi interessava ricordarla per un altro motivo: dove qualcuno vedrebbe solo il motore di una lavatrice e una ruota di bicicletta, altri ci vedono una macchina per fare la passata di pomodoro. Funziona? Sì. E allora anche io dico che che se il suo obiettivo è quello di passare il pomodoro e funziona, allora quella è una macchina per fare la conserva.

Lo stesso approccio funziona anche se l’obiettivo è quello di indurre l’apprendimento di una competenza o di un comportamento organizzativo. Cosa useremo per ottenere il nostro risultato (esplora risorse o una piattaforma LMS? Word o un complesso simulatore di realtà? Forum moderati o email?) dipende dalla forma della nostra organizzazione e dagli obiettivi prefissati. E’ evidente che strumenti e soluzioni studiate appositamente per attuare attraverso la tecnologia delle best practices “formative” possono dare risultati più efficaci, ma non sempre è necessario intenderla classicamente come formazione. Allora, una piattaforma LMS con le sue possibilità di gestione granulare della visibilità dei contenuti e gli avanzati sistemi di tracciamento, forse si può pensare anche come qualcosa di diverso. Allora, il formato “modulo navigabile” tipico degli oggetti scorm forse può essere usato anche per scopi diversi da quelli esclusivamente formativi.

Anche la consulenza in qualche modo è formazione, e così anche i servizi di helpdesk e assistenza, e come dicevo in un precedente post, a volte anche la comunicazione promozionale. Anche se l’obiettivo dell’intervento è quello dell’apprendimento di un concetto o di un comportamento da parte dei nostri utenti, la lettura organizzativa che se ne dà, e la percezione che ne hanno gli utenti, potrebbero essere molto lontane da quelle di un “corso di formazione”.

Machiavellicamente: il fine giustifica i mezzi. E li definisce.

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