(e l’elearning fa bene alle aziende in crisi)

L’attuale crisi economica, e quella petrolifera dell’anno scorso, fanno bene all’e-learning? Probabilmente si. Quantomeno se dobbiamo valutarlo dalla crescita di attenzione e di sensibilità che registriamo tra i nostri clienti.

Nell’ultimo anno, e in particolare negli ultimi 6 mesi, abbiamo nuove richieste quasi quotidianamente, sia da grandi aziende (fashion, meccanica, pubblica amministrazione,…) che da piccole società di consulenza verticalizzate su settori specifici che vogliono utilizzare questo approccio per il potenziamento e l’ottimizzazione dei propri servizi.

Vedo ancora con un certo disappunto (no, nessun disappunto, ormai mi sono arreso all’idea…) che questa crescita di attenzione riguarda soprattutto le aziende, mentre ancora poco o nulla sembra muoversi sul fronte degli enti di formazione: Sarà che ancora non hanno superato la scottatura degli errori passati? Sarà che dove si lavora con finanziamenti pubblici la crisi è meno sentita? Mah…

Almeno per le grandi aziende comunque la crisi diffusa sta costringendo il management a superare alcune pigrizie per valutare e prendere finalmente in considerazione nuovi comportamenti organizzativi che permettano di:

– ridurre l’impatto economico delle attività formative in essere
– portare comunque innovazione in azienda intensificando la formazione,
– alleggerire la propria struttura organizzativa introducendo strumenti che automatizzino e snelliscano i processi di gestione della formazione e della conoscenza
– lavorare, e quindi imparare, per obiettivi di breve periodo

Si sta configurando un nuovo modello economico, e questo comporterà necessariamente una diversa gestione del lavoro: chissà, forse serviva proprio una congiuntura economica così critica ad accellerare un cambiamento che da tempo si aspettava.

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