(e l’e-learning fa bene all’ambiente)

Il risparmio economico è sicuramente la leva che sta maggiormente accendendo l’attenzione verso la formazione mediata dalla tecnologia, ma c’è un altro elemento che credo valga la pena analizzare: l’impatto ambientale.

Dove le soluzioni elearning possono abbattere le esigenze di spostamento, abbattono anche i costi crescenti che questi spostamenti fisici comportano, e riescono contemporaneamente a migliorare di conseguenza la qualità della vita degli “studenti”. Un circolo virtuoso, un gioco in cui tutti vincono: le aziende risparmiano sia sui costi diretti della formazione che sui costi di trasferta dei dipendenti, i dipendenti possono avere più formazione con meno stress (meno spostamenti, più flessibilità di orari), e meno spostamenti significano meno mezzi in circolazione che inquinano e creano traffico sulle strade.

Questo aspetto “green” delle soluzioni di formazione a distanza ci piace in modo particolare, perchè crea una significativa equivalenza nel risparmi tra costi economici e costi ambientali: anzi, mi stupisco che ancora nessuno lo stia usando come chiave di vendita per l’elearning.

Elearnit vede un mondo in cui l’adozione di nuovi processi organizzativi basati su tenologie leggere migliora la qualità del lavoro, ma anche dell’ambiente di vita delle persone. C’è sicuramente ancora molto lavoro da fare, ma non crediamo che si tratti di inventare nuove tecnologie: crediamo piuttosto che molto si possa fare cambiando il nostro modo di lavorare, dimenticando vecchi schemi e adottando una nuova visione.

Ma se la crisi fa bene all’e-learning, e l’e-learning fa bene all’ambiente, allora la crisi fa bene all’ambiente?

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