Cominciamo il 2011 citando e commentando questo bell’articolo di “the elearning coach”: http://theelearningcoach.com/elearning2-0/2011-learning-technology-trends/

Quali saranno le tendenze dell’apprendimento nel 2011?

L’articolo si sofferma sui trend tecnologici e metodologici: qui ci limitiamo a citare brevemente l’elenco e a commentarlo, tralasciando per ora Augmented Reality, Mondi Virtuali e codici QR. Per cui, se volete potete leggere l’articolo e tornare qui a vedere se vi trovate d’accordo con la mia analisi di come queste cose si applichino all’Italia.

La mia prima impressione è che i trend USA (o comunque internazionali) abbiano poco a che fare con quello che vediamo in Italia. O meglio, che qui arrivino con qualche anno di ritardo. Come sempre, non certo per mancanza della tecnologia (la tecnologia è la stessa dappertutto) ma fondamentalmente per mancanza della cultura aziendale che rende utilizzabili in modo utile questi strumenti, in larga parte “social”.  E a prosito, il primo trend è….

Crescita del “social learning”

Per parlarne, se ne parla anche da noi. Ci sono diverse discussioni anche su Linked In e in particolare un collega (Stefano Besana) ne parla spesso (ad esempio qui). La nostra impressione è che si tratti molto spesso di sperimentazioni e in generale più di gestione della conoscenza che di apprendimento (vero che i confini spesso sono labili). A livello individuale (i consulenti, i professionisti) non ci sono dubbi che il social learning sia una realtà. Ma apprendimento moderato, guidato, monitorato e misurato….non so, per ora non mi risulta. Però certamente si va in quella direzione: i corsi e gli “ambienti” di apprendimento dovranno in qualche modo integrare risorse social, in un mondo always on non è pensabile che rimangano delle mura di sbarramento impenetrabili.

Usare gli LMS o no?

Il dibattito (USA) si può sintetizzare in soldoni nella domanda “l’apprendimento deve essere controllato e tracciato, in un mondo in cui in larga parte l’apprendimento avviene in modo informale.

Come negli USA, penso che nemmeno in Italia le piattaforme e-learning verranno rottamate, ma penso anch’io che le imprese inizieranno a chiedere maggiore apertura e integrazione verso gli strumenti social o lo sviluppo di maggiori funzionalità social all’interno delle piattaforme stesse.

Technologia Pocket Video

Non so se anche da noi hanno preso piede – o lo prenderanno – le mini telecamere che consentono di girare filmati professionali e caricarli facilmente su You Tube. E’ abbastanza probabile comunque – come accennato nell’articolo – che possano nascere servizi di condivisione di video tutorial e video corsi ricercabili con sistemi di tagging. Che poi possano rapidamente funzionare – e farlo in ambito formazione aziendale – è un altro paio di maniche. Di sicuro il video sarà sempre più utilizzato all’interno dei corsi.

Mobile Learning

Come per l’argomento social, anche per il mobile learning quello che posso dire è che se ne parla da tempo, ci sono in giro un sacco di sperimentazioni (soprattutto in ambito universitario, scolastico e nei progetti europei) però secondo me ancora non succederà moltissimo, non mi pare nè che le aziende siano pronte a puntare su questo mezzo né che gli utenti siano molto disposti. Ma magari mi sbaglio. Ne abbiamo comunque parlato già qui.

iPad e simili

Mi pare un discorso simile a quello dell’apprendimento via smartphone, anche se in questo caso se non altro lo strumento consente un’esperienza più soddisfacente. L’articolo di The Elearning Coach mette in evidenza che per un uso aziendale probabilmente non sarà l’Ipad a fare la parte del leone ma altri “tablet” che supportano Flash.

Blog

Sicuramente i blog sono e saranno un grande strumento di apprendimento e di condivisione, ma solo per i singoli, fortemente motivati, che li utilizzano massicciamente per il loro autoapprendimento. Per il loro uso in ambito aziendale, direi che si può tornare al punto 1) sul social learning…

eBook

L’articolo di The Elearning Coach dice “In the future, forward thinking training organizations will provide their print materials in downloadable formats for employees to study or reference as needed. And as more digital readers become Internet-ready, books will hyperlink to other sources of information, providing a richer reading experience.” Beh, penso che le imprese già adesso distribuiscano il materiale (procedure, materiale di riferimento ….) in pdf o simili, però non li chiamano e-book. Che ci sia molto da fare per rendere i pdf aziendali (o la documentazione aziendale) più ipertestuale e collegata a risorse web è un altro discorso…