Molto interessante questa esperienza condivisa da Luisa Carrada sul suo blog “Il mestiere di scrivere” (detto per inciso, per quanto mi riguarda IL punto di riferimento su queste cose).

L’articolo di Luisa tocca solo il tema della formazione a distanza tramite aula virtuale, che è sincrona (tutti devono essere presenti nello stesso momento) e quindi si differenzia dalle altre metodologie tipiche dell’e-learning (che sono asincrone e  consentono all’utente di formarsi quando gli fa più comodo).  Le “lezioni” che secondo l’articolo si possono trarre sono queste:

Sono senz’altro vere per questo tipo di esperienze, ma valgono anche per la formazione  in generale: la corretta progettazione è alla base di qualunque esperienza formativa, sia a e-learning che in aula.

L’altro aspetto per me interessante è come e quando si è inserita l’aula virtuale, cioè come follow-up dopo un primo intervento d’aula: le persone si conoscevano già e si parlava di un argomento già condiviso.

In sintesi, si tratta di un ottimo esempio di quanto anche noi suggeriamo sempre ai nostri clienti: mixare gli strumenti tipici dell’aula con quelli della formazione a distanza. Non sono metodologie nemiche, sono arnesi diversi che stanno nella stessa cassetta degli attrezzi e di volta in volta si tirano fuori quando servono.

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