Negli ultimi tempi ci siamo soffermati più volte sul tema delle sanzioni nel mondo ECM in attesa del 13 agosto 2012, data entro cui secondo il decreto “Salva Italia” (art. 33 del Dlgs n.214 del 22/12/2011), si dovevano stabilire le sanzioni da applicare a chi non acquisisce il numero di crediti ECM necessari per soddisfare gli obblighi formativi annuali.

Cosa succederà dunque a chi non acquisisce i 150 crediti ECM (50 crediti/anno – con un minimo di 25 e un massimo di 75) nel triennio 2011-2013?

Nonostante numerose giornate estive ci separino dal 13 agosto, purtroppo non c’è ancora alcuna risposta: la data di scadenza entro cui gli Ordini Professionali avrebbero dovuto stabilire le sanzioni per chi non acquisiva i crediti ECM, non è stata infatti rispettata.

Pare che il ridardo dipenda da questioni di natura tecnica e che non si saprà nulla di preciso prima della fine dell’anno: “bisogna tener conto che il regolamento attuativo del sistema Ecm è stato applicato da poco – spiega il presidente della Federazione degli Ordini dei medici e vicepresidente della Commissione nazionale Ecm, il dott. Amedeo Bianco –non c’erano pertanto i tempi tecnici… d’altronde nella normativa stessa c’è scritto ‘fatto salvo il sistema Ecm’, si riconduce quindi tutto alla normativa dell’Ecm. Noi comunque ci stiamo lavorando, all’interno della revisione del codice, ma le conclusioni non ci saranno prima della fine dell’anno”.

In questo arco di tempo si prevedono comunque dei cambiamenti sui criteri di valutazione di quanto appreso e sull’individuazione di un indicatore di qualità. Nei casi in cui la formazione è di ottima qualità si potrebbe sorvolare sui numeri di crediti acquisiti; l”obiettivo è infatti quello di focalizzare l’attenzione sulla qualità rispetto alla quantità.

Si presume che le prime novità verranno decise il 15 e il 16 ottobre, a Cernobbio, in cui verrà affrontato il tema dei controlli e delle sanzioni durante la Conferenza nazionale sulla Formazione Continua in Medicina. Il dott. Felice Ribaldone, membro della Commissione ECM, spiega “La formazione deve essere uniforme sul territorio e deve avere requisiti di qualità non essere un creditificio. Da questo punto di vista è fondamentale anche il ruolo delle società scientifiche”

Rinnoviamo quindi il nostro appuntamento a metà ottobre auspicando che realmente venga confermato l’intento di promuovere una formazione di qualità!

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