La quarta conferenza nazionale sulla formazione continua in medicina, tenutasi a Cernobbio nelle due giornate del 14 e 15 ottobre, è oramai volta al termine.
Avrà soddisfatto le nostre aspettative in merito a due temi principali come le sanzioni da applicare a chi non acquisisce il numero di crediti ECM entro i tempi stabiliti e le novità nella formazione a distanza?

Purtroppo, solo parzialmente.

Sul tema sanzioni, avevamo ricevuto la prima delusione il 13 agosto, data entro cui secondo il decreto “Salva Italia” (art. 33 del Dlgs n.214 del 22/12/2011), si dovevano stabilire le sanzioni. Tale data non era stata rispettata ma l’appuntamento era stato prorogato a Cernobbio in occasione della Conferenza ma, neanche in questo caso, si è parlato di sanzioni; si presume quindi si debba necessariamente aspettare fino alla fine dell’anno.

Per quel che concerne il mondo della FAD ECM, invece, si è focalizzata l’attenzione sulla crescita di tale metodologia nell’ambito del mondo ECM ma, soprattutto, si è evidenziato il fatto che per garantire una formazione di qualità è indispensabile affiancare la formazione a distanza alla formazione in presenza e sul campo. A tal proposito, vi invitiamo a leggere l’intervista al Segretario della Commissione Nazionale per la Formazione Continua, la Dott.ssa Maria Linetti, di cui riportiamo la parte relativa alla FAD ECM:

Tra le varie metodologie formative la formazione a distanza sta acquistando sempre più terreno, non solo per i vantaggi dati al Professionista: facile fruibilità, assenza di interferenza con la normale attività lavorativa e costi ridotti, ma anche per quelli dati al Provider che, grazie a questo modello formativo, è in grado di raggiungere un vasto pubblico. La FAD quindi in un certo senso potrebbe considerarsi “il gioiello tecnologico” della formazione continua, soprattutto perché è in grado di sopperire a quelle realtà dove territorialmente i programmi formativi sono più carenti. Ma come garantirne la qualità?

Nonostante l’importante richiesta di accreditamento per la formazione a distanza, tale modello formativo non ha dato quei risultati che ci si aspettava. In realtà la Commissione ha riscontrato che l’incidenza di chi si aggiorna attraverso la FAD non è poi così significativa. Una possibile spiegazione può essere legata al particolare contesto su cui va ad incidere la formazione a distanza. Se noi valutassimo la FAD come metodo formativo nel Sistema Bancario, rileveremmo immediatamente che in questo sistema produce un’efficacia pari a dieci, laddove dieci è il punteggio massimo. Perché? Perché sono sistemi informatici, contabili e di processo che facilmente vengono utilizzati con la formazione a distanza. Il nostro è un Sistema Sanitario che non può accontentarsi di un apprendimento individuale e basato su sistemi tecnologici, ma deve anche passare al “Saper Fare”. Quindi la FAD in via autonoma non ce la farà sempre a soddisfare l’esigenza di aggiornamento, a meno che non sia combinata, in formula Blended, con altre metodologie formative ad esempio con la formazione sul campo. Solo allora sarà, a mio avviso, molto più efficacie e più frequentata.

La Conferenza ha comunque trattato diversi temi interessanti focalizzando la propria attenzione sulla qualità.

Le novità di maggior rilievo riguardano la creazione di un Albo dei provider, sia nazionale che regionale, la nascita dell’Osservatorio, un ente costituito da professionisti qualificati che avranno il compito di verificare il possesso dei titoli dichiarati da parte dei provider e, ovviamente, verificare il livello di qualità della formazione. Inoltre si prevede la messa a punto del cosiddetto dossier formativo, uno strumento con lo scopo di indirizzare l’offerta formativa del professionista che rilevando le proprie carenze, metterà in condizione il provider di proporre corsi che possano rispondano ai fabbisogni formativi.

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