logo_blog_kangatourPoche ore dopo aver incontrato Ryan Tracey ricevo una mail da Helen Blunden, fondatrice di Activate Learning Solutions e coordinatrice di Third Place Australia: nel giro di breve eravamo su Google Hangout e stavamo chiacchierando amabilmente di innovazione, competenze, social learning, mobile learning…

Helen Blunden
Helen Blunden

Helen è una consulente esperta di progettazione formativa, con un approccio incentrato sulle strategie di coinvolgimento dei partecipanti attraverso l’impiego di tecnologie digitali. Dai racconti delle sue esperienze e della sua visione della formazione in Australia vi porto queste due scoperte:

1mobile learning: per pochi ma non per tutto. Finalmente trovo qualcuno che sa indicarmi un reale progetto di “mobile learning”, organizzato da Telesra, la più grande compagnia telefonica australiana: http://www.arkgroupaustralia.com.au/Presentations/E086elearningcongress2014/08WayneMott.pdf
Il progetto è sicuramente interessantissimo, ma basato su un requisito fondamentale: un budget immenso. Questa condizione lo rende probabilmente irripetibile per la maggior parte delle realtà, ma nel suo complesso può insegnare molto e darci spunti e idee scalabili anche in realtà differenti. Progetti basati sul mobile sono possibili ma interessanti per realtà molto estese, e soprattutto se integrati in un contesto formativo ampio e continuativo. Una riflessione simile si può fare a proposito del social learning: servono grandi numeri per garantire una partecipazione sufficiente e assicurare la vita del progetto formativo.

2Competenze e innovazione: l’importanza del contesto sociale. Da un paio d’anni con elearnit stiamo affrontando il tema della gestione delle competenze: quasi tutte le grandi aziende che incontriamo affrontano l’argomento, ma per lo più si arrendono o rimandano di fronte all’onerosità del lavoro di mappatura delle competenze sui ruoli. In australia questo tema sembra essere gestito esternamente alle aziende, attraverso un sistema delle competenze molto formalizzato a livello nazionale, e servizi di consulenza forniti alle imprese dalle università. In questo scenario insomma le aziende non devono preoccuparsi troppo di queste attività, ma possono affidarsi ad un sistema esterno che sembra piuttosto solido. Paradossalmente, dice Helen, sembra che in Australia l’innovazione si faccia più nel settore pubblico che nel privato, nello sforzo di mantenere le promesse e le responsabilità dovute alla gestione di soldi pubblici… proprio come in Italia, eh? 😀

Il resto della chiacchierata l’abbiamo spesa parlando di Third Place, il gruppo meetup fondato da Helen e con cui organizza incontri informali in diverse città per socializzare esperienze e conoscenze innanzitutto tra colleghi. Sarebbe bello replicarlo anche in italia… vi unite? 🙂

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