logo_blog_kangatourJeevan Joshi é un consulente con un background ricchissimo:
dirige la propria società di consulenza elearning (http://knowledgeworking.com), è il referente australiano per Upside Learning, ma è anche il fondatore e principale promotore di Learning Cafè, una interessantissima esperienza di socializzazione della conoscenza tra consulenti e l&r managers, attraverso una intensa attivitá di webinars, catch-ups e ‘unconferences’.

jeevan joshi
Jeevan Joshi

Come era già successo con Ryan ed Helen, anche con Jeevan la chiacchierata è stata lunga e interessante: ci siamo confrontati sui trend generali nell’elearning aziendale fino a confrontarci apertamente sulle tecnologie usate e sui costi. Anche in questo caso ecco due riflessioni importanti riportate a casa dall’incontro con Jeevan:

 

1Quali tecnologie per i contenuti. Ovviamente la maggior parte dei contenuti viene sviluppata con i prodotti Articulate e Lectora, ma Jeevan mi ha fatto notare un notevole incremento nell’uso video e virtual class perchè queste tecnologie sono sempre meno costose in rapporto alle altre soluzioni. In particolare, anche se hanno semplificato e velocizzato il processo di storyboarding e la produzione di moduli multimediali basati su PowerPoint, gli oggetti diventano particolarmente onerosi quando si tratta di responsive. Per quanto la Articulate stia facendo grandissimi passi avanti con gli output html5, siamo ancora ben lontani dal poter parlare di risultati realmente affidabili e cross browser: la disponibilità di una app (che fino a ieri era disponibile solo per iOs) non risolve certo i problemi di chi usa una piattaforma LMS per erogare i propri corsi. Ad oggi, implementare una reale compatibilitá multi device richiede ancora sviluppo specifico, tantissimo testing (che sta diventando sempre più importante e che molti stanno esternalizzando in india) e quindi costi molto più alti.
2Su cosa e come si fa elearning: stato ed evoluzione. Si fa soprattutto compliance e questo limita lo spazio di creatività e pone dei forti paletti sulla possibilità di fare reale innovazione, e può diventare frustrante sia per i training manager (che vengono ridotti a contabili della formazione) che gli outsourcer di soluzioni elearning (se non c’è spazio per l’innovazione, la concorrenza diventa un bagno di sangue). In realtà sappiamo che il 90% dell’apprendimento in azienda avviene on the job in maniera informale, ed è questo lo spazio su cui si sta iniziando a lavorare oggi e su cui si dovranno orientare gli sforzi futuri. Il lavoro dei responsabili della formazione in azienda dovrá diventare sempre piú quello di facilitare e guidare questi processi spontanei.

 

Ma il lato che forse mi ha incuriosito di più nell’esperienza di Jeevan però, come per Helen Blunden, è il suo tentativo di organizzare e facilitare la socializzazione della conoscenza tra colleghi. Anche se in modo più strutturato e leggermente più formale, infatti, Learning Cafè risponde alla stessa esigenza di creare punti di incontro reali o virtuali in cui confrontarsi con altri colleghi, partner, e perchè no anche competitor per creare un terreno comune di discussione e crescere insieme.

 

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