Pensare la tecnologia in modo diverso.
Ovvero: Ho scoperto la conoscenza just in-time

La formazione d’aula è vecchia, ma anche l’elearning è vecchio, probabilmente fin da quando è nato.
Uscite dalla scatoletta della compliance e degli sfogliaslide, ammettiamolo, quella roba lì non funziona. Non ha migliorato il mondo, non si imparano meglio le cose.

La tecnologia ormai è pervasiva: la teniamo in mano e la portiamo con noi nel nostro smartphone, ci segue e ci spia, siamo iperconnessi e ipercomunichiamo, amplifica i nostri comportamenti. E piano piano la popolazione che ci troviamo di fronte nelle aziende con cui collaboriamo esprime l’esigenza di:

  • fare ancora le cose vecchie, ma meglio
  • accedere alle informazioni che servono, quando servono. Potremmo chiamarla “conoscenza just in-time”

Quindi la tecnologia non deve semplicemente automatizzare una attività o sostituire altre tecnologie più vecchie, deve:

  1. migliorare un’esperienza 
  2. aggiungere valore al processo

Il trucco per innescare questo meccanismo è uno solo: pensiero laterale. E, come dicevamo nel post precedente, se le porte degli uffici sono aperte, tutto succederà con grande facilità.

Corollario: fare cose vecchie con strumenti nuovi non è di per sè un cambiamento, o per lo meno non lo è se non cambiano anche obiettivi e processi: quindi se per voi “mobile learning” significa rendere responsive i vostri sfogliaslide e sperare che la gente se li guardi dal telefonino mentre va in metro, e sia pure contenta di farlo… vabbè🙂

A proposito, cos’è il mobile learning secondo noi?  :)