Quando si parla di metodologie e-learning è spesso difficile capirsi anche tra operatori del settore. Contesti di formazione diversi possono avere regole e condizioni differenti, determinate prima di tutto da chi sono gli attori coinvolti nell’intervento: per progettare un intervento in e-learning efficace, e per valutarne i risultati a posteriori, il primo passo quindi è capire quali siano le aspettative di chi vi prende parte. Dove gli attori cambiano, è molto probabile che cambino anche aspettative, criteri di progettazione, metodologie di gestione, parametri di valutazione del progetto.

Possiamo pensare a un modo per capire i “contesti” o “scenari” di un progetto elearning, e ipotizzare metodi e approcci per analizzare prima di tutto il “chi“: chi ha interesse a far funzionare un progetto di e-learning? Chi sono gli stakeholders reali di un progetto di formazione?

Normalmente sono questi:

  1. Committente: è chi richiede l’attuazione di un progetto di formazione, definendo un obiettivo da raggiungere e spesso anche alcune “regole del gioco”.
  2. Finanziatore: chi finanzia il progetto
  3. Organizzatore/Gestore: chi si occupa del deployment del progetto, organizzandone gli aspetti operativi
  4. Partecipanti: i destinatari dell’intervento formativo
  5. Controllore: chi verifica risultati ed efficacia dell’intervento

Osservando i ruoli coinvolti nel progetto possiamo individuare molti mondi differenti, in base alle variabili che ne condizionano le caratteristiche, in particolare ai diversi stakeholders del processo. L’assetto nella distribuzione di questi ruoli definisce lo scenario in cui il progetto prenderà forma: attori diversi portano interessi, priorità e dinamiche diverse, influenzando di conseguenza gli altri e gli output generali del progetto. Con questo approccio è più semplice  interpretare i progetti di formazione, anticiparne alcune criticità e scegliere le metodologie migliori sulla base non di teorie generaliste, ma degli interessi e delle condizioni reali in cui si giocherà la partita. Per sintetizzarli in una tabella senza pretese di esaustività, potremmo fare così:

Formazione Individuale
Il “committente” è il singolo individuo, che ha un interesse diretto nel proprio percorso di apprendimento: si iscrive a corsi o semplicemente cerca/trova in rete informazioni su argomenti per i quali nutre un interesse specifico, ma in maniera destrutturata. L’individuo è allo stesso tempo committente, finanziatore, organizzatore, controllore e partecipante del suo percorso di formazione. Incontra attivamente il mondo della formazione professionale finanziata nel caso ad esempio dei corsi per disoccupati, o in alcuni casi dei corsi ECM, e il mondo della formazione aziendale quando questa può portargli vantaggi economici o di carriera.

Negli ultimi anni, con la diffusione dei MOOC (Coursera, Open Sesame, etc…) molte persone hanno avuto l’opportunità di autoformarsi tramite veri e propri corsi on-line di alto livello.

Formazione Scolastica
Si tratta di un contesto in cui (solitamente) la tecnologia è introdotta in via sperimentale o di supporto ai processi di formazione tradizionali. Gli istituti scolastici non hanno e non si aspettano un ritorno economico diretto dall’impiego di tali tecnologie e non ne misurano l’efficacia in termini di ROI. Sono in qualche modo “clienti di se stessi”, e l’impiego di tecnologie informatiche a supporto dei processi formativi è molto spesso delegato alla buona volontà dei singoli docenti. Non ci sono controllori esterni, i partecipanti sono spesso poco motivati ma allo stesso tempo sono anche utilizzatori esperti degli strumenti (i cosiddetti “nativi digitali”)

Formazione professionale finanziata
I finanziatori sono anche controllori, ma non i committenti o i destinatari degli interventi, quindi il controllo riguarda quasi esclusivamente gli aspetti finanziari di un progetto e-learning: non c’è un reale interesse nel misurare i risultati dell’apprendimento. Gli enti di formazione sono organizzatori dell’evento formativo e ne traggono un beneficio economico, non sono nemmeno esperti di contenuti e metodologia didattica, aspetti delegati ai docenti.

Negli ultimi anni, il ricorso sempre più frequente ai Fondi Interprofessionali Paritetici come fonte di finanziamento dei percorsi formativi, unitamente alla sempre maggiore disponibilità di questi ad approvare la metodologia didattica a distanza, ha reso possibile la realizzazione di progetti e-learning laddove prima sembrava praticamente impossibile.
In particolare, in presenza di:

  • molti utenti per corsi su misura;
  • anche di pochissimi utenti per corsi a catalogo.

Formazione aziendale
In ambito corporate l’azienda è generalmente committente, finanziatore (con alcune eccezioni) e controllore nel processo di formazione. La sperimentazione comporta rischi economici piuttosto alti, per questo difficilmente si vedranno applicare metodologie che non garantiscano i risultati. Un azienda fa un’investimento economico diretto per ottenere risultati precisi in termini di efficienza e performance di business, ma questo significa anche che in azienda verranno fatti controlli reali sui risultati, e quindi è in questo contesto che si potrà avere una reale validazione delle metodologie impiegate.

Insomma: prima ancora di passare alla vera progettazione didattica, è bene fare una prima “Analisi di scenario” per (1) individuare chi sono gli attori coinvolti nel progetto, da qui potremo (2) capire quali sono gli obiettivi di ciascuno, e su queste premesse potremo (3) definire come raggiungerli sfruttando le “condizioni ambientali” del progetto stesso.

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