Sono spesso enti di formazione o società di consulenza a rivolgersi all’instructional designer, facendosi da tramite tra quest’ultimo e l’azienda che richiede il corso elearning. Partendo da un esempio virtuoso, iniziamo oggi a parlare di un argomento che continueremo ad approfondire, cecando di capire insieme le caratteristiche di una collaborazione vincente.

Un esempio virtuoso

Qualche mese fa si è rivolto a noi un ente di formazione chiedendoci un corso di compliance normativa destinato ad una multinazionale. Come ogni instructional designer sa bene, una delle condizioni di base per cominciare il lavoro con il piede giusto è ricevere file di partenza (in questo caso in formato power point) ben fatti e dotati di contenuti già approvati e definitivi. In questo caso, sebbene la seconda condizione fosse presente, le slide power point necessitavano di maggiore cura. Spesso, se la società di consulenza con cui si ha a che fare non mostra grande disponibilità, per fare prima, molti ID provvedono di persona ad aggiustare i file originale, attività che richiede però molto tempo in più.

In questo caso, la nostra ID ha pensato di spiegare alla consulente in questione quali fossero, a livello pratico e tecnico, le difficoltà di lavorare su slide con molte imperfezioni. Le ha poi mostrato alcuni esempi di slide ben fatte e come il contenuto di queste fosse stato poi trasformato in un interessante corso elearning. Le ha spiegato, inoltre, come, in un corso con voice over, il testo che compare sullo schermo quasi mai corrisponda a quello parlato (molto più lungo e approfondito), sottolineando però l’importanza di stendere in modo preciso la parte destinata allo speakeraggio. Solo dopo questa attenta spiegazione, la consulente è stata invitata a modificare le slide per rendere il lavoro più preciso e snello. Questa ha colto subito l’occasione per fornire, solo dopo pochi giorni, un file power point di gran lunga migliore del primo. In pochi passaggi e senza alcun attrito, i problemi sono stati superati e risolti. Il corso è stato un successo e la collaborazione con questa società sta continuando per altri corsi.

Le carte vincenti

Analizzando l’esempio che vi abbiamo proposto, quali sono le carti vincenti per una collaborazione di successo tra società di consulenza e instructional designer?

Chiarezza

Non sempre chi lavora nel campo della formazione è pienamente consapevole di ciò che fa un instructional designer o di quali difficoltà tecniche possa incontrare. Cose che in un corso elearning possono sembrare semplici, come un’interazione o una simulazione, possono richiedere ore di complesso lavoro a un ID. L’instructional designer è la figura che prende contenuti forniti da altri, talvolta relativi ad argomenti un po’ noiosi per loro natura, in prodotti vivaci, capaci di attirare l’attenzione del discente e di invitarlo all’apprendimento. Ma tutto ciò non avviene per magia ma attraverso una serie di operazioni complesse.

Se il materiale di partenza non è fatto bene, il lavoro dell’ID parte zoppicante. Importante è allora che l’ID trovi il tempo di spiegare al consulente, se questi non ne è consapevole, le caratteristiche e le difficoltà del proprio lavoro. In questo modo si potrà ovviare in partenza ad alcuni problemi.

Da parte sua il consulente, essendo portavoce, deve fare attenzione a comunicare informazioni e istanze in maniera puntuale, in modo che nulla vada perduto.

Pianificazione e feedback

Se, fin dall’inizio, si stabilisce insieme un piano con scadenze realistiche, il lavoro procederà molto più spedito. Alcune società di consulenza chiedono un preventivo per le proprie aziende che però, più grandi sono, più tempo ci mettono ad approvarlo. Succede così che per settimane non si hanno notizie della società di consulenza che spesso ricompare all’improvviso chiedendo che il corso sia pronto in brevissimo tempo, cosa non sempre possibile.

Diventa dunque fondamentale rendere consapevoli i consulenti delle tempistiche e fissare una serie di deadlines accettabili. Durante il processo di creazione di un corso, è inoltre importante che ID e consulente comunichino regolarmente (magari inserendo in calendario un incontro fisso) e si diano feedback continui sullo sviluppo del lavoro. Ciò permetterà di individuare e risolvere tempestivamente eventuali problemi.

Mettere per iscritto obiettivi e passaggi fondamentali, così come creare una checklist da spuntare di volta in volta, possono essere idee per seguire e tenere traccia dei progressi fatti.

Flessibilità e disponibilità

Per quanto si tenti di pianificare il lavoro in maniera precisa, gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Per esempio, anche se i contenuti sono definitivi, l’azienda committente può prendere decisioni diverse su alcuni dettagli o possono insorgere problemi tecnici o di progettazione a cui non si era pensato. Situazioni di questo tipo richiedono flessibilità e spirito di collaborazione da parte di tutte le figure coinvolte. In questo caso, meglio mettere da parte orgoglio, gelosie e ansie da prestazione. Sempre meglio concentrarsi insieme sulla soluzione del problema.

Focus sull’obiettivo

Forse questo è un punto che li riassume tutti perché è chiaro che, se si lavora insieme senza mai perdere di vista l’obiettivo finale, si ottengono buoni risultati. Ma qual è l’obiettivo finale? Sicuramente il confezionamento e la consegna di un corso elearning ben fatto che però, a sua volta, ha uno scopo ben più importante: quello di rendere autonomo il discente nell’acquisizione di conoscenze per lui fondamentali.

Se vuoi approfondire i rapporti tra attori coinvolti nella creazione di corsi elearning, puoi leggere questo articolo o dare un’occhiata ai nostri corsi, anche nella loro versione online.