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Teoria e Tendenze

Formazione a Distanza ECM: Soluzioni possibili con la biometria

Il 2017 segna il via del nuovo triennio per l’accreditamento dei crediti ECM.
Nuove disposizioni caratterizzano gli anni che verranno relative soprattutto all’assegnazione dei crediti, la FAD sincrona e i controlli sull’identità dei professionisti.

In precedenti articoli abbiamo analizzato le varie novità ma oggi vogliamo concentrarci in particolar modo sui probabili sviluppi che interessano le verifiche dell’identità del professionista che fruisce del corso e svolge il test finale ECM e, di conseguenza, ottiene i crediti. Continua a leggere “Formazione a Distanza ECM: Soluzioni possibili con la biometria”

Elearning is a small box (3)

Pensare la tecnologia in modo diverso.
Ovvero: Ho scoperto la conoscenza just in-time

La formazione d’aula è vecchia, ma anche l’elearning è vecchio, probabilmente fin da quando è nato.
Uscite dalla scatoletta della compliance e degli sfogliaslide, ammettiamolo, quella roba lì non funziona. Non ha migliorato il mondo, non si imparano meglio le cose.

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Elearning is a small box (1)

Ingrandire la scatola, o uscire dalla scatola?

Lo spunto per questa serie di articoli viene da un paio di post in cui Ryan Tracey ha recentemente commentato il tema dell’ “Extended Enterprise Training”(educate everyone e clarifying the extension), osservando come formazione e informazione siano sempre più pervasive. Ahimè, temo che questa “EET” diventerà presto l’ennesima buzzword, ma mi sembra che almeno centri una questione reale: il confine tra formazione, informazione, marketing è sempre più labile e sfora i margini degli organigrammi aziendali. Dove stiamo andando?

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Tin can e l’evoluzione dello scorm – cosa cambia

tin-can-api-scorm-cloud-lrsI colleghi di Studio Eco, che ben conosciamo, hanno pubblicato un articolo bello, esauriente e interessante sul tema delle implicazioni tecniche e pratiche dello standard Tin Can (aka experience API o x-API).  Continua a leggere “Tin can e l’evoluzione dello scorm – cosa cambia”

Il modello 70:20:10: è utile nell’elearning?

dpw_70-20-10_chart_v02Ryan Tracey (che Alberto ha incontrato di persona a Sidney) ha scritto questo interessante articolo sul modello (o teoria, o framework) 70:20:10, che immagino alcuni di voi conosceranno. Il suo articolo è stato scritto dopo un suo sondaggio presso vari professionisti della formazione: il risultato del sondaggio è che oltre metà dei rispondenti hanno detto che questo modello NON è rilevante per il loro lavoro.

Nell’articolo trovate anche il riferimento al sondaggio originale.  Continua a leggere “Il modello 70:20:10: è utile nell’elearning?”

Un’altra prospettiva sulla formazione degli adulti

tranfsformative-learningVi condivido questo interessante articolo di Connie Malamed su “The elearning Coach” su come utilizzare alcuni principi dell’apprendimento cosiddetto “trasformativo” 

 

 

 

Continua a leggere “Un’altra prospettiva sulla formazione degli adulti”

Elearning Trends 2015 – nuovo approccio alle tecnologie per la formazione

Di recente (Novembre 2015), la Brandon Hall ha pubblicato il suo rapporto annuale sui trend del mercato LMS.

Nel report, sponsorizzato da Docebo, Brandon Hall illustra come e perché le organizzazioni stanno ripensando il proprio approccio alle tecnologie per la formazione.

Secondo i risultati del gruppo di ricerca, le aziende potrebbero muoversi verso stili di gestione formativa che incorporano social e informal learning.

Abbiamo letto il report per voi (lo trovate sul blog di Docebo)  e abbiamo provato a sintetizzarlo:

  • Su 17 item, la soddisfazione espressa dagli intervistati per il loro attuale LMS non supera i 3,5 punti su 5. Non un gran che… e il dato non è cambiato dal 2012 ad oggi. Il 64% pensa di rinnovare il proprio LMS, il 20% pensa di sostituirlo. Il 38% si sta comunque informando per sostituirlo. Interessante il fatto che il 31% NON lo raccomanderebbe a un collega.
  • Queste le ragioni di insoddisfazione: essenzialmente, i management ritengono di pagare troppo per sistemi difficili da usare, senza le funzionalità necessarie, datati e che non forniscono le reportistiche o metriche necessarie
    • scarsa attenzione al cliente
    • volontà di spostarsi sul cloud
    • mancanza di strumenti social o collaborativi
    • difficile da usare
    • aspetto datato
  • Se il mercato degli LMS ha avuto un grande successo negli ultimi 15 anni e la tecnologia continua ad avanzare, sembra si stia arrivando a un punto di rendimenti decrescenti.
  • Potrebbe essere il momento in cui la risposta non è più semplicemente cambiare da un LMS all’altro, ma una strategia completamente nuova
  • Tra le 10 ragioni per cui le imprese vogliono cambiare, a parte questioni come spostarsi verso il cloud o una mancanza di features sociali/collaborative, al numero 1 c’è che i bisogni formativi dell’organizzazione sono cambiati
  • gli strumenti collaborativi nelle tecnologie della formazione aiutano le imprese a promuovere la parte “20%” del modello 70/20/10 (un modello secondo cui il 70% dell’apprendimento aziendale avviene on the job, il 20% con apprendimento informale, coaching e mentoring e il 10% con il training formale.
  • Sembra che le imprese comincino a vedere le cose che cercano meno come caratteristiche di una piattaforma elearning e più come componenti di un nuovo approccio più modulare
  • Anche l’LMS più facile da usare pare comunque troppo complesso per quello che le imprese vogliono ottenere dalla formazione: forse la risposta … non è una piattaforma LMS
  • I fornitori di piattaforme stanno facendo miglioramenti incrementali verso quello che le imprese cercano, ma non paiono poterci arrivare.

Qui le principali Call to Action

calls to action

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui sotto una tabella con i 6 punti principali emersi dalla ricerca.

Top Trends

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Insomma: il titolo Is It Time for Something Different? sembrerebbe del tutto giustificato.

Molte di queste riflessioni ci paiono sviluppi ulteriori di trend che abbiamo già notato negli anni scorsi, che probabilmente arrivano ora alla maturazione. E ci arrivano a quanto pare in modo inaspettatamente radicale, suggerendo la necessità di un cambiamento di paradigma. In soldoni, gli LMS sono applicativi complessi, le necessità di formazione delle aziende lo sono altrettanto, e probabilmente l’aggiunta continua di funzioni a un meccanismo per sua natura “rigido” non sta dando buoni risultati. Dopo anni di tentativi, probabilmente le imprese percepiscono che forse hanno più bisogno di far parlare tra di loro tecnologie e metodologie diverse (possibile solo se le tecnologie sono aperte e modulari) che di arricchire sempre di più una tecnologia esistente e che ha magari raggiunto i limiti di quello che può consentire di fare. E percepiscono che non c’è un vero e misurabile ritorno su un investimento sempre più elevato: dalla ricerca emerge che chi spende $15 a utente è MENO soddisfatto di chi ne spende $5.

La ricerca non mi pare prenda in considerazione gli LMS Open Source che – come sapete – rappresentano il segmento in cui ci muoviamo noi. Le considerazioni espresse valgono lo stesso e – per quanto mi riguarda – mi confermano che c’è ancora parecchio cammino da fare nella direzione dell’integrazione con altri applicativi (o applicazioni mobile). Al tempo stesso, la strada che alcuni applicativi Open Source hanno imboccato e stanno imboccando mi pare che vada nella direzione giusta.

Oltre al tema della tecnologia, l’aspetto più interessante mi paiono le 4 call to action: usate la tecnologia per supportare l’apprendimento, non per dettare come deve essere fatto. Nel nostro piccolo, da anni predichiamo il fatto che la tecnologia deve essere trasparente e che tutto sommato è quasi irrilevante, e che ben più importante è progettare un modello di formazione che funzioni e che faccia uso degli strumenti tecnologici anziché esserne usato. Naturalmente, una buona progettazione che può sfruttare uno strumento di gestione ben progettato, che può raccogliere dati da molteplici fonti e tenerle assieme in modo sensato è la combinazione vincente. E per quello, un qualche tipo di “collettore” serve e servirà sempre. Se non sarà un LMS, sarà qualcosa che ci assomiglierà molto :-).

Alla fine della fiera…

img_blog_closedA valle della nostra recente partecipazione ad ExpoTraining 2015: come sempre è stato anche un interessante termometro sulla vitalità del nostro settore:  oggi vogliamo condividere con voi le nostre impressioni sull’esperienza e sul mercato della formazione in Italia, per come è emerso dalle chiacchierate con i nostri visitatori e gli altri espositori. E, come vedrete, purtroppo la situazione non è così brillante…

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Jeevan Joshi: tecnologie e contenuti nell’elearning australiano

logo_blog_kangatourJeevan Joshi é un consulente con un background ricchissimo:
dirige la propria società di consulenza elearning (http://knowledgeworking.com), è il referente australiano per Upside Learning, ma è anche il fondatore e principale promotore di Learning Cafè, una interessantissima esperienza di socializzazione della conoscenza tra consulenti e l&r managers, attraverso una intensa attivitá di webinars, catch-ups e ‘unconferences’.

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